¿Do You Bead? Venezia Art Jewelry Showcase Mercoledì 11 maggio primo appuntamento di “Perle in corte” Ore 16.00 Ca’ Zusto
Si terrà il primo appuntamento del ciclo “Perle in corte”, che rientra nell’ambito delle iniziative del progetto ¿DYB? (¿Do You Bead?) l’obiettivo è quello di diffondere la cultura e la tradizione delle perle di vetro di Venezia e Murano, sempre più minacciate dalla commercializzazione di prodotti di nessun valore repertoriale e storico.
Il primo appuntamento sarà intitolato “Venezia e le perle d’Africa” e vedrà l’introduzione di Giorgio Teruzzi, curatore di paleontologia del C.S.A.A. di Milano e responsabile della Compagnia delle Perle di Milano.
Gli altri appuntamenti di “Perle in corte” saranno:
- il 22 giugno alle ore 16.00 - “Le carovane dei sogni”. Palazzo Odoni (Santa Croce 151 Fondamenta Minotto) - introduzione Augusto Panini.
- il 14 settembre ore 16.00 – “Ercole Moretti: un secolo di perle veneziane”. Ca’ della Corte (Dorsoduro 3560 Corte Surian) - introduzione Gianni Moretti.
(Considerata la non eccessiva capienza degli ambienti, per consentire agli ospiti intervenuti di vedere ed ascoltare in modo confortevole le presentazioni, tutti gli incontri ed eventi sono a numero chiuso. L’invito va richiesto inviando una mail a info@doyoubead.com)
VETRO E MODA: ARCANA
Oltre al ciclo di incontri “Perle in corte”, ¿DYB? punta a stupire con due eventi di grandissimo richiamo: due sfilate-performance di bijoux d’arte con modelle in sfilata e, provocatoriamente, in “esposizione”. Il titolo di entrambi sarà “Arcana”. Il primo si svolgerà il 15 giugno alle ore 15.00 a Ca’ Zanardi (Cannaregio 4132 Campiello Zanardi), il secondo il 21 settembre alle ore 15.00 a Palazzo Flangini (Cannaregio 252 Venezia).
¿Do You Bead? è un progetto presentato in network da:
L’Opera al Bianco di Cristina Bedin, Santa Croce 1239/a, 30135 Venezia (azienda capofila) - www.operavenezia.com
SUV – Venetian Beads di Salvatore Sito e Antonella Rossi snc, Cannaregio 97/d, 30121 Venezia - www.suv-glassbeads.it
Susanne Sander, Jocherstraße 8, 85221 Dachau, Germania – www.collane-di-perle.de
Costantini Glassbeads di Alessandro Moretti, Calle Brussa 4, 30141 Murano-Venezia – www.costantiniglassbeads.com
Muriel Balensi, Castello 3371, 30122 Venezia – murielbalensi@gmail.com
La Bricola di Matelda Bottoni - Venezia S. Marco 4994 - email labricola@email.it
Venetian Dreams di Marisa Convento - Venezia S. Marco 3805/a - email venetiandreams@libero.it
Dal 2011 entrano a far parte di ¿Do You Bead? :
La Bricola di Matelda Bottoni - Venezia S. Marco 4994 - email labricola@email.it
Venetian Dreams di Marisa Convento - Venezia S. Marco 3805/a - email venetiandreams@libero.it
Breve storia delle perle
L’uomo ha utilizzato i materiali più disparati per ornare il proprio corpo: conchiglie, pezzetti di legno, pietre incise, corna, ossa e denti di animali erano i predecessori di quelle che, oggi, chiamiamo comunemente perle. Con il passare dei secoli, le tecniche divengono raffinate, le conchiglie vengono sostituite dall’ambra e dalle pietre preziose, l’avorio cesellato prende il posto dei denti e delle ossa degli animali e il bronzo, l’oro e il rame vengono utilizzati per tenere insieme ciondoli, pendenti e perle invece dei semplici legacci di cuoio. Fin dall’epoca romana, cominciano ad essere create vere e proprie perle di vetro con intarsi di grande raffinatezza e con la stessa tecnica che si utilizza ancora ai giorni nostri per produrre le perle con intarsi di murrine: le perle millefiori.
Alla fine del ‘400, Maria Barovier, disegna la perla che è divenuta l’emblema delle perle di scambio e, sicuramente, la perla più conosciuta ed imitata in tutto il mondo: la Rosetta.
Maria probabilmente immagina un fiore quando dà vita a questa perla costituita da una serie di 7 strati di vetro sovrapposti. Il risultato delle varie sovrapposizioni di vetro a forma di stella origina una canna di vetro di importanti dimensioni, che viene tirata e tagliata in pezzi che sono poi molati con un procedimento molto laborioso. La perla rosetta, conosciuta in tutto il mondo del collezionismo come Chevron, è l’antesignana delle perle di scambio, considerate propriamente come denaro, ed è quella che, ancor oggi, è sfoggiata dalle popolazioni africane in occasione di cerimonie importanti.
Dall’inizio del ‘500 fino alla fine della prima guerra mondiale, quantità di perle di vetro hanno percorso i continenti per essere scambiate in Africa Occidentale e in America del Nord con materiali come l’oro, l’argento, l’olio di palma e il carbone. Il periodo d’oro della produzione delle perle di scambio a Venezia inizia nella metà dell’800 e prosegue fino al 1920 circa.
Il decreto, voluto nel 1291, che vietava le fornaci a Venezia e che imponeva che i prodotti vetrari della Serenissima fossero lavorati solo a Murano, non venne mai applicato ai produttori di perle, perché la mole del fuoco che producevano non costituiva alcun pericolo per la fragile città, così moltissimi produttori di perle hanno avuto per secoli sede a Venezia. Dal 1850 al 1920 circa, con l’intensificarsi della domanda, la produzione delle perle coinvolge ampiamente anche Murano con il risultato che sia Venezia che Murano divengono una sorta di enorme zecca che conia perle di vetro. Nello stesso periodo, a Venezia, si comincia a creare piccoli capolavori di vetro che hanno il compito di ornare le delicate dame della società Vittoriana.
Alla fine della prima guerra mondiale le perle di vetro, sostituite dal denaro, perdono la loro funzione originaria e la produzione delle perle inizia a diventare sempre più raffinata con l’utilizzo di foglia d’oro e d’argento e di tecniche sempre più laboriose. La perla di vetro diventa sempre più gioiello ed acquisisce una funzione prevalentemente decorativa. Negli anni ’70, con l’intensificarsi dei viaggi in Africa, alcuni statunitensi portano con sé le vecchie perle di scambio trovate in Africa. La riscoperta delle perle di scambio origina un fenomeno di dimensioni enormi. Nasce un mercato del collezionismo sempre più capillare. Le nostre vecchie perle ricominciano a percorrere i continenti e ad essere scambiate, questa volta veramente con il denaro. Gli hippy americani si adornano delle perle Millefiori che chiamano “perle dell’amore”. Ad ogni perla viene attribuito un nome, spesse volte di fantasia, che ci permette però, ancor oggi di identificare una varietà di perle piuttosto che un’altra. Al mercato del collezionismo delle perle di scambio si affianca una produzione sempre più massiccia di perle di vetro utilizzate come ornamento. Le perle di vetro veneziane sono richieste in tutto il mondo ed enormi quantità vengono inviate negli Stati Uniti, in Asia, in Africa. Come sempre succede quando un prodotto diventa famoso e richiesto, iniziano ad apparire innumerevoli contraffazioni delle perle veneziane provenienti dalla Cina, dall’India e dall’Africa.
Fonte: manuela lamberti lamberti.manuela@tiscali.it
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06 / 05 / 2011
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