Sui criteri di selezione delle vetture A differenza di altre rievocazioni storiche di importanti gare del passato, il
depositario dell’evento ha posto l’accento sul fatto che la rievocazione della
Mille Miglia dovesse essere aperta e riservata ai soli modelli che hanno
contribuito a scriverne la storia. Solo in via eccezionale possono essere
concesse un limitato numero di deroghe per vetture particolarmente
significative dal punto di vista storico o sportivo, avendo queste, a esempio,
partecipato a grandi manifestazioni di durata coeve come la 24 Ore di Le
Mans, quella di Spa, il Tourist Trophy o la 12 Ore di Guipozcoa (San
Sebastiano) che negli anni Venti hanno dato il via all’epoca d’oro delle gare
di resistenza.
Un ulteriore ovvio criterio di scelta consiste nella completa originalità dei
modelli presentati. Oggi per una vettura d’epoca sono disponibili tre tipi di
documenti internazionali di identità:
· il passaporto FIVA;
· il Fia Heritage Certificate;
· le varie fiche d’identità per la partecipazione alle gare di regolarità.
Sono, questi, tre documenti emessi da Enti diversi e con procedure
purtroppo differenti e non equivalenti. AI fini della selezione non sono più
ammissibili, oggi, le Fiche d’identità FIA, tutte scadute il 31/12/2006,
sostituite dai cosiddetti HTP, nati con differenti intenti sportivi, non
garantendo l’originalità dell’autoveicolo, ma solo elencando le
caratteristiche tecniche della vettura d’origine.
Per poter, quindi, confrontare autoveicoli valutati secondo criteri diversi è
emersa la necessità di richiedere a ogni iscritto una documentazione
fotografica suppletiva, oltre a informazioni sulla storia dello specifico
esemplare presentato.
Dobbiamo ragionevolmente dire che la maggioranza dei concorrenti, veri
appassionati e cultori della loro vettura, ha mostrato gradire questo piccolo
aggravio di lavoro loro richiesto, che ha tuttavia permesso di evitare
spiacevoli esclusioni il giorno della partenza per non conformità tecnica in
sede di verifica in Piazza della Loggia.
Un fenomeno ancora diffuso, purtroppo, è costituito dalle numerose vetture
che, ottenuta l’omologazione, vengono poi arbitrariamente modificate,
allontanandosi dalle caratteristiche d’origine. La possibilità di esaminare in
ogni parte i documenti identificativi, acclusi alla domanda non più sotto
forma di copie fax poco leggibili, ha quindi permesso un più sereno e
tranquillo esame a tutto vantaggio delle qualità delle vetture accettate.
Il parco delle automobili scelte è stato suddiviso nelle categorie e nelle
classi in cui sono state all’epoca raggruppate nella MM di velocità.
Tenuto conto che oggi possono prendere la partenza solo 375 vetture, a
ognuno dei sette periodi storici nei quali è stata divisa la storia della corsa
bresciana è stato attribuito un numero di vetture ammessibili proporzionale
al numero di concorrenti che parteciparono in quel periodo rispetto al
numero totale di automobili che hanno preso parte alla gara dal 1927 al
1957. Il numero di vetture di ogni periodo, con egual criterio, è stato
suddiviso tra le categorie previste dai regolamenti particolari di quegli anni
rispecchiando in modo proporzionale i rispettivi elenchi di partenza.
Si è ancora lontani dal poter rappresentare il parco di modelli che hanno
partecipato alla MM in tutte le edizione, ma ci si augura che gli appassionati
rapidamente capiscano la differenza tra la rievocazione della Mille Miglia e
un raduno di regolarità per macchine d’epoca, qualsiasi titolazione, anche
prestigiosa, esso abbia.
Alcune delle vetture che hanno meritato il “bonus”
Tra le novità regolamentari sportive introdotte quest’anno, c’è il premio di
un decimo di punto nel coefficiente assegnato a tutte le vetture che abbiano
effettivamente partecipato a una edizione della Mille Miglia di velocità tra il
1927 e il 1957.
Per ottenere questo riconoscimento, i concorrenti devono presentare copia
della scheda d’iscrizione d’epoca, completa con l’indicazione del numero di
gara, del numero di telaio e/o di targa, o almeno una foto d’epoca
dell’automobile in gara dalla quale si possa leggere chiaramente il numero
di targa e un documento amministrativo che colleghi il numero di targa con
il numero di telaio della vettura iscritta alla rievocazione.
Le novità introdotte dall’anno in corso hanno indubbiamente creato
momenti di incertezza tra gli aspiranti concorrenti, in quanto molti di loro
erano talmente digiuni di automobilismo storico da non sapere come
muoversi di fronte ai nuovi regolamenti.
Gli obiettivi che ci si è proposti sono, nel rispetto dello spirito del bando
dell’Automobile Club di Brescia, di stimolare i possessori di auto d’epoca
verso una maggiore cultura automobilistica. I risultati ancora provvisori di
questa edizione della Mille Miglia storica sono apprezzabili: a tutt’oggi ben
44 vetture su 331 finora ammesse (vale a dire poco più del 13%) hanno
partecipato a una o più edizioni della Mille Miglia di velocità
Una segnalazione particolare merita la famiglia Croul che parteciperà alla
prossima rievocazione alla guida di due Ferrari titolate. James guiderà la
berlinetta Ferrari 166MM/195S Touring Le Mans blu scuro che Giannino
Marzotto, indossando, come racconta la leggenda, un impeccabile doppio
petto, portò alla vittoria assoluta nel 1950 alla media di oltre 123km/h. La
vettura ha recentemente vinto il Mille Miglia Trophy al Concorso di eleganza
di Palm Beach nel 2007.
John Croul condurrà, invece, la Ferrari 340 America coupé Vignale, prima
assoluta con Gigi Villoresi nel 1951.
Sarà in gara anche la Lancia Astura, modificata nell’inverno 1939-40 per la
Scuderia Ambrosiana secondo i dettami della categoria Sport Nazionale, che
sempre Gigi Villoresi avrebbe dovuto guidare nell’atipica Mille Miglia del
1940 se un incidente stradale non l’avesse posto fuori gara dopo le verifiche
tecniche prima della partenza. Questa macchina partecipò una seconda
volta alla gara bresciana nel 1949, pilotata Gordon e Lewis, ma a Roma,
dopo 676km di gara, aveva già accumulato 2 ore e 16 primi di ritardo da
Felice Bonetto, primo provvisorio, e si ritirò nel tratto dalla Capitale a
Pescara.
Tornando alle vetture Sport dei favolosi primi anni Cinquanta, il Museo della
Mercedes-Benz ha iscritto la 300SL (W194) che con Rudolf Caracciola, già
vincitore nel 1931 con una SSKL della Casa di Untertürkheim, si classificò
quarta nella Mille Miglia del 1952. Questa vettura, progenitrice del modello
“Ali di gabbiano”, fu schierata con Hermann Lang anche alla Carrera
Panamericana di quell’anno, conquistando il secondo posto assoluto dietro
alla vettura gemella di Karl Kling.
Tim Watson condurrà, invece, una Jaguar C-Type del Jaguar Heritage Trust.
Questa particolare vettura fu portata in gara alla Mille MIglia del 1953 da
due noti gentleman driver italiani degli anni Trenta: Franco Comotti,
padrone di una rete di negozi di abbigliamento e considerato uno dei più
forti “scalatori” europei, e Franco Cortese, buon pilota di “voiturette” e
artefice della prima vittoria conseguita da una Ferrari al circuito di Caracalla
nel 1947. Purtroppo, nonostante la classe dei due, noti come grandi “stilisti”
del volante, la gara terminò con un ritiro.
Migliore fu la sorte dell’Aston Martin Speed Model, oggi condotta da Michael
Dee, che esordì al Tourist Trophy del 1936 con Richard Seaman. Nel marzo
1937 fu acquistata dall’esuberante olandese Eddy Hertzberger per circa 500
£ dell’epoca e portata in Olanda con un nuovo motore al posto di quello
rotto al TT. Il nuovo proprietario, con l’aiuto del meccanico Jacques Van der
Pijl, modificò estesamente il frontale della vettura, dipingendola anche in
arancio brillante, il colore nazionale. Iscrittosi alla Mille Miglia del 1937,
Hertzberger, in coppia con Van der Pijl, combatté per il settimo posto
assoluto fino a Siena, quando per la rottura di una molla di una valvola
perse un’ora per la riparazione, giungendo a Brescia 16.mo assoluto e
secondo di classe. Nella MM del 1938 Hertzberger fu invece costretto al
ritiro.
Un’altra Aston Martin Speed Model coeva sarà portata in gara da Terry
Bramall. Dopo aver partecipato con alterne fortune alla 24 Ore di Le Mans
dal 1937 al 1939 e a quella del 1949, fu iscritta da Ernest Stapleton, in
coppia con Rufo Ruffo di Calabria, alla Mille Miglia del 1950. Le prestazioni
dell’automobile risentirono dell’età e a Roma, ultimo controllo raggiunto
prima del ritiro nel tratto verso Livorno, la Speed Model si trovava in 86.ma
posizione assoluta con un ritardo di poco più di tre ore dalla citata Ferrari
166MM/195S Touring Le Mans di Giannino Marzotto.
Alla V Coppa delle Mille Miglia parteciparono tanto la Fiat 514 MM di Franco
Spotorno, ritiratosi, quanto la OM 665 SS di Savoino Savoini e l’Alfa Romeo
1750 Gran Sport dei fratelli Gerardi. La prima, oggi portata in gara da
Roberto Vesco, si ritirò come la OM, che sarà guidata da Felix Osterheider,
mentre l’Alfa Romeo giunse quinta assoluta. L’autotelaio del Portello fu poi
in quegli anni ricarrozzato abbandonando la essenziale forma di Zagato per
una più confortevole carrozzeria Touring e in questa veste si presenterà
con alla guida Jaime Pueche.
Ritornerà a percorrere le strade italiane anche la Healey Eliott che fu
guidata nel 1948 da Nick Haines e Rudy Haller, ritirandosi nel tratto tra
Livorno e Firenze quando si trovava in 59.ma posizione assoluta. Sarà
ripresentata dal collezionista britannico George Jenkins.
Gary Fitzgerald partirà, invece, con la Allard J2 che il costruttore Sidney
Allard portò in Italia nel 1951 per correre, senza fortuna a causa della
modesta affidabilità del motore Ardun ideato da Zora Arkus Duntov, poi
noto progettista della General Motors. In coppia con Tom Lush si ritirò tanto
al Giro di Sicilia quanto alla Mille Miglia, prima di raggiungere il primo
controllo di Ravenna.
Veterana di ben tre Mille Miglia è invece la Fiat 8VZ di Masaaki Kurihara.
Una delle prime vetture costruite, con la carrozzeria originale Fiat partecipò
con Ovidio Capelli alla Mille Miglia del 1952, ritirandosi. Ricarrozzata da
Zagato e verniciata nei colori dell’Inter, la nota squadra di calcio milanese,
permise al suo proprietario di conquistare un combattuto titolo italiano nella
classe fino a 2000GT. Venduta a Salvatore (Dore) Leto di Priolo, si
ripresentò in viale Venezia l’anno successivo conquistando un convincente
19.mo posto assoluto e nel 1954 addirittura il nono e il secondo posto tra le
GT, preceduto dalla Aurelia di Serafini.
Un brillante palmares può vantare anche la Porsche 356 1500 di Werner
Schmidt. Una delle prime vetture tedesche importate in Italia, fu acquistata
dal bellunese Elio D’Inca Levis che la portò al secondo posto di classe alla
Mille Miglia del 1952 (53.mo assoluto), conquistando la stessa posizione di
classe anche alla Coppa della Toscana e alla Coppa d’Oro delle Dolomiti,
altre due classiche corse di velocità su strada che caratterizzavano la
stagione sportiva italiana di quegli anni.
Chiudiamo qui la nostra rapida carrellata, riservata soprattutto alle vetture
che per la prima volta sono state iscritte alla rievocazione della Mille Miglia,
chiedendo scusa agli esclusi che solo lo spazio tiranno ci ha obbligato a non
citare qui, ma che troveranno soddisfazione nel prossimo catalogo della
manifestazione.
Fonte:
Mille Miglia Press Office
Piazzale Flaminio, 19
00196 Rome - Italy
Email: press1000miglia@meetcomunicazione.it
10 / 05 / 2008
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