Trekking in PIEMONTE
ITINERARIO: Parco dei Lagoni di Mercurago
Si segue a piedi la pista forestale principale (Strà di Pianel di Gatic, n.1), salendo in tutta tranquillità all’interno del bosco. Al primo importante bivio si prende a destra la Strudel Bagain (n.6), una belle mulattiera che, subito, porta ad un’importante zona acquitrinosa che si apre sulla sinistra. Trascurata a destra la Strà dal Mott Carè, al successivo bivio si prende a sinistra la Strà d’ la Puul (n.10) e si continua nel bosco, aggirando la zona umida. Superata la ristrutturata Cascina Camotta si trascurano due piste a destra che portano a Oleggio Castello e si lascia sulla sinistra lo Stagno della Camotta, zona umida solitaria e importante, nascosta dal fitto bosco.
Si imbocca quindi il Senté di Busch (n.5), un ampio sentiero che, come dice il suo nome, ha nei grandi boschi che attraversa il principale motivo d’attrazione. Trascurata una pista minore a destra si torna ad incrociare Strà Pianel da Gatic (andando a sinistra, infatti, è possibile tornare subito al punto di partenza) da seguire a destra per poi imboccare Strà di Sell (n.15), via da non lasciare più fino a giungere al bivio con il Senté del Foss (n.17).
Chi vuole può, a questo punto , seguire la via a destra (n. 17) e, dopo, un breve tratto del sentiero n.16 per visitare i due principali siti archeologici del parco. Altrimenti si continua dritti (n.15) fino a che non si esce dal bosco scendendo e giungendo in vista del Lagone.
Incrociata un’ampia carrareccia si va dritti (Strà di Lagon, n.2) e, poco dopo, ci si ritrova sulle sponde del Lagone, in una solitaria zona particolarmente adatta per l’osservazione dell’avifauna e dell’eccezionale vegetazione che cresce sia intorno che sulle acque lacustri. Da ricordare che i più antichi abitatori della zona si stabilirono proprio qui, costruendo le loro palafitte sulle acque del lago (XVIII – XIII secolo a.C).
Tornati indietro, al primo bivio si continua a destra sempre su Strà di Lagon continuando a camminare nei pressi del laghetto e poi giungendo ad un bivio. Si prende a destra la Strà dal Mott, che scorre ai limiti del bosco, in una zona adibita alle coltivazioni agricole e al pascolo. Dopo pochi minuti si pone attenzione per svoltare a sinistra rientrando ora nel bosco e giungendo ad un trivio. Si va dritti (Strà di Valete, n.8) e, seguendo sempre la traccia principale, che zigzaga nel bosco, si torna al punto di partenza.
ITINERARIO: Gran Paradiso
Da Cogne, importante centro del Parco del Gran Paradiso , è possibile compiere un’interessante e breve escursione alle storiche miniere di ferro. Storiche perché è attestato il loro sfruttamento fin dai primi anni del 1400 (è così confermato il "doppio lavoro" dei montanari, sull’alpe e nelle miniere.
Sfruttamento continuato quasi ininterrottamente per più di cinque secoli, fino al 1979, anno di chisura della miniera di Costa del Pino. La zona mineraria la si raggiunge percorrendo in auto la strada per Gimillan fino ad arrivare nei pressi della gola creata dal torrente Grauson. Qui si lascia l’auto imboccando la pista sterrata che si stacca a destra e che porta ad un ampio piazzale.
Passati a fianco ad una costruzione si percorre un ripido tratto entrando poi nel bosco con un sentiero che, in pratica, conduce alla miniera Costa del Pino. Sempre su sentiero ben tracciato si continua in salita raggiungendo la soprastante miniera Colonna con i suoi imponenti impianti costruiti a 2387 metri di quota.
07 / 09 / 2008
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